21.3.2020: Testo e Video dell’annuncio del Presidente Conte di nuove misure restrittive per contrastare la diffusione del Covid-19

Non voglio minimizzare.

È la crisi più difficile per il paese dal Secondo dopoguerra. Le immagini che vediamo ci rimarranno per sempre nella memoria. La morte di così tanti cittadini è un dolore che si rinnova di giorno in giorno: non sono numeri, ma persone.

Le misure sin qui adottate richiedono tempo affinché mostrino i loro effetti, dobbiamo rispettarle con fiducia. Sono misure severe, ne sono consapevole ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, soltanto in questo modo riusciremo a tutelare noi stessi e le persone che amiamo. Il nostro sacrificio di rimanere a casa è minimo rispetto al sacrificio di altri concittadini negli ospedali e in luoghi cruciali, c’è chi rischia molto di più come medici, infermieri, forze dell’ordine, uomini e donne delle protezioni civili, commessi, farmacisti, autotrasportatori, uomini dell’informazione. Sono uomini e donne che non soltanto stanno andando a lavorare ma compiono un atto di amore nei confronti dell’Italia intera.

Oggi abbiamo deciso di compiere un altro passo, chiudendo in tutto il territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia indispensabile per produrre beni di prima necessità o strategica al momento.

Abbiamo lavorato tutto il giorno per stilare una lista dettagliata di tutte le attività di primaria necessità. Continueranno a rimanere aperti i supermercati e di generi alimentari e di prima necessità: non abbiamo previsto nessuna restrizione sui giorni d’apertura dei supermercati, mantenete la calma, non c’è ragione di fare code. Rimarranno aperte anche aperte farmacie, parafarmacie, poste, banche, assicurazioni e assicureremo i trasporti e le attività concesse. Al di fuori delle attività necessarie consentiremo soltanto il lavoro smart-working e le attività produttive rilevanti per la nazione.

Rallentiamo il motore produttivo del Paese ma non lo fermiamo.

È una decisione che si rende necessaria oggi. L’emergenza sanitaria sta sfociando in emergenza economica ma lo Stato c’è, il Governo è qui. Prenderemo misure per rialzarci quanto prima. La nostra comunità deve stringersi a protezione della vita. Le rinunce che vi sembrano un passo indietro domani ci permetteranno di prendere la rincorsa per tornare in piazze, fabbriche, uffici, tra le braccia dei famigliari.

Lo facciamo perché amiamo l’Italia, uniti ce la faremo.