
13.11.2020: La Toscana da domenica 15 è area rossa, firmata l’ordinanza del Ministro della Salute. Cosa si può fare e cosa non si può fare.


In base al monitoraggio della cabina di regia dell’Istituto superiore della sanità e del ministero della Salute aumenta il numero delle regioni in zona rossa. Sono sette perché a Calabria, Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano e Val d’Aosta stanno per aggiungersi, in base ai dati della settimana dal 2 all’8 novembre, Campania e Toscana. Le Regioni in zona arancione salgono a 9 con Emilia-Romagna, Friuli e Marche che si uniscono ad Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria. Restano gialle Lazio, Molise, Trento, Sardegna e Veneto.
La lista deve essere confermata dal Cts. In base all’ultimo Dpcm, il ministro alla Salute Roberto Speranza, dopo aver sentito le Regioni, dovrebbe firmare l’ordinanza con i nuovi provvedimenti.
notizia apparsa poco fa su repubblica.it
In Toscana sono 74.330 i casi di positività al coronavirus, 2.478 in più rispetto a ieri (1.887 identificati in corso di tracciamento e 591 da attività di screening). I nuovi casi sono il 3,4% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 5,7% e raggiungono quota 22.408 (30,1% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.294.003, 18.423 in più rispetto a ieri.
Sono 8.687 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 28,5% è risultato positivo.
A questi si aggiungono i 2.318 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 50.129, +2,5% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.921 (12 in più rispetto a ieri), di cui 265 in terapia intensiva (9 in più). Oggi si registrano 55 nuovi decessi: 28 uomini e 27 donne, con un’età media di 85 anni.
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
L’età media dei 2.478 casi odierni è di 46 anni circa (il 14% ha meno di 20 anni, il 23% tra 20 e 39 anni, il 35% tra 40 e 59 anni, il 20% tra 60 e 79 anni, l’8% ha 80 anni o più).
Si ricorda che a partire dal 24/06/2020, il Ministero della salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.
Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri.
Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.
Sono 1.169 quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 921 nella Nord Ovest, 388 nella Sud est.
La Toscana si trova al 8° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 1.993 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 1.767 per 100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 2.503 casi per 100.000 abitanti, Pisa con 2.493, Firenze con 2.145, la più bassa Grosseto con 1.076.
Complessivamente, 48.208 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (1.201 in più rispetto a ieri, più 2,6%).
Sono 42.721 (838 in più rispetto a ieri, più 2%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 15.135, Nord Ovest 16.744, Sud Est 10.842).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti covid oggi sono complessivamente 1.921 (12 in più rispetto a ieri, più 0,6%), 265 in terapia intensiva (9 in più rispetto a ieri, più 3,5%).
Le persone complessivamente guarite sono 22.408 (1.210 in più rispetto a ieri, più 5,7%): 1.540 persone clinicamente guarite (168 in più rispetto a ieri, più 12,2%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 20.868 (1.042 in più rispetto a ieri, più 5,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.
Oggi si registrano 55 nuovi decessi: 28 uomini e 27 donne, con un’età media di 85 anni.
Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 22 a Firenze, 6 a Prato, 3 a Pistoia, 5 a Massa-Carrara, 3 a Lucca, 9 a Pisa, 2 a Livorno, 2 a Arezzo, 3 a Grosseto.
Sono 1.793 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 659 a Firenze, 99 a Prato, 132 a Pistoia, 225 a Massa-Carrara, 192 a Lucca, 170 a Pisa, 116 a Livorno, 98 ad Arezzo, 50 a Siena, 35 a Grosseto, 17 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.
Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per covid-19 è di 48,1 per 100.000 residenti contro il 72,2 per 100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa-Carrara (115,5 per 100.000), Firenze (65,2 per 100.000) e Lucca (49,5 per 100.000), il più basso a Grosseto (15,8 per 100.000).
Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha firmato stasera una nuova ordinanza per regolamentare gli spostamenti fuori dai Comune e l’attività dei centri culturali durante questa fase dell’emergenza Covid.
In particolare sono consentiti gli spostamenti in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione in questi casi:
Per i centri culturali, centri sociali e centri ricreativi l’ordinanza consente, esclusivamente a favore dei rispettivi associati, di effettuare la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, nonché fino alle ore 22.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze.
Sono 1.932 i casi positivi in più rispetto a ieri (1.545 identificati in corso di tracciamento e 387 da attività di screening) su un totale complessivo da inizio pandemia pari a 71.852 unità. In Toscana i nuovi casi sono il 2,8% in più rispetto al totale del giorno precedente.
L’età media dei 1.932 casi odierni è di 46 anni circa (il 13% ha meno di 20 anni, il 24% tra 20 e 39 anni, il 37% tra 40 e 59 anni, il 19% tra 60 e 79 anni, il 7% ha 80 anni o più).
I guariti crescono del 4,3% e raggiungono quota 21.198 (29,5% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.275.580, 15.786 in più rispetto a ieri.
Sono 7.960 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 24,3% è risultato positivo.
A questi si aggiungono i 2.785 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 48.916, +2,1% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.909 (35 in più rispetto a ieri), di cui 256 in terapia intensiva (10 in più).
Oggi si registrano 37 nuovi decessi: 18 uomini e 19 donne con un’età media di 84,4 anni.
Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 14 a Firenze, 2 a Prato, 2 a Pistoia, 1 a Massa Carrara, 1 a Lucca, 5 a Pisa, 6 a Livorno, 1 a Arezzo, 5 a Siena.
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Si ricorda che a partire dal 24 giugno 2020, il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica, bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.
Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri.
Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni. Sono 876, quindi, i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 728 nella Nord Ovest, 328 nella Sud est.
La Toscana si trova al 7° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 1.927 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 1.704 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 2.415 casi x100.000 abitanti, Pisa con 2.406, Firenze con 2.075, la più bassa Grosseto con 1.035.
Complessivamente, 47.007 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (981 in più rispetto a ieri, più 2,1%). Sono 41.883 (1.771 in più rispetto a ieri, più 4,4%) le persone, anche loro isolate, in sorveglianza attiva, perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 14.951, Nord Ovest 16.068, Sud Est 10.864).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 1.909 (35 in più rispetto a ieri, più 1,9%), 256 in terapia intensiva (10 in più rispetto a ieri, più 4,1%).
Le persone complessivamente guarite sono 21.198 (879 in più rispetto a ieri, più 4,3%): 1.372 persone clinicamente guarite (64 in più rispetto a ieri, più 4,9%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 19.826 (815 in più rispetto a ieri, più 4,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.
Sono 1.738 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 637 a Firenze, 93 a Prato, 129 a Pistoia, 220 a Massa Carrara, 189 a Lucca, 161 a Pisa, 114 a Livorno, 96 ad Arezzo, 50 a Siena, 32 a Grosseto, 17 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.
Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 46,6 x100.000 residenti contro il 71,2 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (112,9 x100.000), Firenze (63,0 x100.000) e Lucca (48,7 x100.000), il più basso a Grosseto (14,4 x100.000).
In Toscana sono 69.920 i casi di positività al Coronavirus, 2.507 in più rispetto a ieri (2.036 identificati in corso di tracciamento e 471 da attività di screening). I nuovi casi sono il 3,7% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 4,5% e raggiungono quota 20.319 (29,1% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.259.794, 17.821 in più rispetto a ieri.
Sono 9.150 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 27,4% è risultato positivo.
A questi si aggiungono i 1.659 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 47.900, +3,4% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.874 (50 in più rispetto a ieri), di cui 246 in terapia intensiva (4 in più). Purtroppo, oggi si registrano 53 nuovi decessi: 29 uomini e 24 donne con un’età media di 81,8 anni.
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
L’età media dei 2.507 casi odierni è di 48 anni circa (l’11% ha meno di 20 anni, il 25% tra 20 e 39 anni, il 35% tra 40 e 59 anni, il 20% tra 60 e 79 anni, il 9% ha 80 anni o più).
Si ricorda che a partire dal 24/06/2020, il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.
Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri.
Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.
Sono 1.003 quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 1.107 nella Nord Ovest, 397 nella Sud est.
La Toscana si trova al 7° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 1.875 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 1.649 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 2.340 casi x100.000 abitanti, Pisa con 2.327, Firenze con 2.026, la più bassa Grosseto con 999.
Complessivamente, 46.026 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (1.536 in più rispetto a ieri, più 3,5%).
Sono 40.112 (1.343 in più rispetto a ieri, più 3,5%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 14.350, Nord Ovest 15.433, Sud Est 10.329).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti COVID oggi sono complessivamente 1.874 (50 in più rispetto a ieri, più 2,7%), 246 in terapia intensiva (4 in più rispetto a ieri, più 1,7%).
Le persone complessivamente guarite sono 20.319 (868 in più rispetto a ieri, più 4,5%): 1.308 persone clinicamente guarite (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 19.011 (868 in più rispetto a ieri, più 4,8%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.
Purtroppo, oggi si registrano 53 nuovi decessi: 29 uomini e 24 donne con un’età media di 81,8 anni.
Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 16 a Firenze, 1 a Prato, 4 a Pistoia, 2 a Massa Carrara, 6 a Lucca, 6 a Pisa, 2 a Livorno, 5 a Arezzo, 8 a Siena, 3 a Grosseto.
Sono 1.701 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 623 a Firenze, 91 a Prato, 127 a Pistoia, 219 a Massa Carrara, 188 a Lucca, 156 a Pisa, 108 a Livorno, 95 ad Arezzo, 45 a Siena, 32 a Grosseto, 17 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.
Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 45,6 x100.000 residenti contro il 70,1 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (112,4 x100.000), Firenze (61,6 x100.000) e Lucca (48,5 x100.000), il più basso a Grosseto (14,4 x100.000).

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Sì. È fortemente consigliato svolgere la riunione dell’assemblea in modalità a distanza. Laddove ciò non sia possibile, per lo svolgimento in presenza occorre rispettare le disposizioni in materia di distanziamento sociale e uso dei dispositivi di protezione individuale.
Sì, tali manifestazioni, anche a carattere commerciale di natura fieristica, come nel caso dei cosiddetti mercatini di Natale, ma realizzate fuori dell’ordinaria attività commerciale in spazi dedicati ad attività stabile o periodica di mercato, sono da assimilare alle fiere e sono quindi vietate.

In quest’area, i ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario, ma che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.
Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali (si veda la faq precedente), l’ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.
La sospensione di attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi include anche la sospensione delle attività interne di somministrazione di alimenti e bevande e di ristorazione a favore del proprio corpo associativo, trattandosi di una attività subordinata e collaterale rispetto alla attività principale.
No, possono restare aperti oltre le ore 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
I ristoranti degli alberghi sono aperti per i clienti che vi alloggiano, anche nelle zone arancioni e rosse.
Quindi è consentita (senza limiti di orario) la ristorazione solo all’interno dell’albergo o della struttura ricettiva in cui si è alloggiati. Qualora manchi tali servizio all’interno del proprio albergo o della propria struttura ricettiva il cliente potrà avvalersi di una ristorazione mediante asporto o mediante consegna “a domicilio” (eventualmente organizzata dall’albergo), nei limiti di orario consentiti, con consumazione in albergo.
Sì, rientrano fra le esigenze lavorative di cui all’art. 3, lettera a), del DPCM 3 novembre 2020.
Sì, le vendite di mobili avvenute in negozio prima delle restrizioni, che non si fossero ancora concluse con la consegna e il montaggio, possono assimilarsi alle vendite a distanza.
Quali sono le regole valide nella mia area per gli spostamenti? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? E a trovare parenti o congiunti? Nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune).
Sono comunque consentiti gli spostamenti, verso qualsiasi area, che siano strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista.
È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.
È consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.
Dalle 5 alle 22 non è necessario motivare gli spostamenti all’interno del proprio comune. Per spostamenti verso altri Comuni, nonché dalle 22 alle 5 anche all’interno del proprio comune, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata.
Sì, è una condizione di necessità e quindi non sono previsti limiti orari. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.
Sì. Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.
È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi.
In orari compresi tra le 5.00 e le 22.00 tali spostamenti sono consentiti solo in ambito comunale, essendo vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai comuni delle regioni dell’area “arancione”. Conseguentemente tali spostamenti sono interdetti per chi si debba muovere da un comune diverso da quello in cui si svolge la detenzione e, per costoro, i colloqui possono perciò svolgersi esclusivamente in modalità a distanza, ai sensi dell’art. 221, comma 10, del d.l. 19 maggio 2020, n. 34, come sostituito dalla legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77, che consente i colloqui a distanza mediante apparecchiature e collegamenti di cui dispone l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, anche oltre i limiti stabiliti dalle norme dell’ordinamento penitenziario.
Fermo quanto esposto nella FAQ relativa con riferimento alla possibilità di spostamenti per far visita alle persone detenute, per quelle ricoverate in una struttura detentiva a carattere ospedaliero sussiste l’ulteriore limitazione per cui l’accesso in dette strutture detentive ospedaliere da parte dei parenti di pazienti ivi ristretti è consentito solo nei casi e con le modalità individuati dalla Direzione sanitaria della struttura stessa, per cui occorre preventivamente informarsi presso la Direzione per sapere se l’accesso sia o meno consentito e, in caso affermativo, a quali condizioni.
No, è previsto il “divieto assoluto” di uscire di casa per chi è sottoposto alla misura dell’isolamento, essendo risultato positivo al virus, o della quarantena precauzionale qualora sia stato identificato come contatto stretto di caso COVID-19. In tale ultimo caso è consentito uscire, utilizzando un mezzo privato, esclusivamente al fine di effettuare gli accertamenti diagnostici prescritti dal medico, evitando i contatti con altre persone e osservando scrupolosamente tutte le misure precauzionali, tra cui l’obbligo di indossare la mascherina.
Sì, soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono contattare il proprio medico curante e rimanere presso il proprio domicilio, evitando i contatti sociali e limitando al massimo anche quelli con i propri conviventi.
È possibile spostarsi in altri comuni per acquistare beni o usufruire di servizi solo ed esclusivamente se questi non sono disponibili nel proprio comune. Laddove quindi il comune non disponga di punti vendita (o, per esempio, dell’ufficio postale), o sia necessario acquistare generi di prima necessità non reperibili nel comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.
Sì, non sono previste limitazioni alle categorie di prodotti acquistabili.
Sì, il divieto di spostarsi dal comune in cui ci si trova non riguarda coloro che svolgono attività di volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o che siano comunque impegnati come volontari per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso (ad es., i volontari della Croce Rossa Italiana).
È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al (dal) lavoro, anche tramite l’autodichiarazione o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.
In questi casi lo spostamento è giustificato per esigenze lavorative, se non è possibile lavorare da casa.
Sì, si potrà rientrare, comunque, una prima volta. Successivamente, gli spostamenti saranno consentiti solo negli ambiti e per i motivi chiariti all’inizio di questo articolo.
L’accesso alla seconda casa è sempre consentito dalle 5 alle 22 nel proprio comune. Dalle 22 alle 5, o se si trova in un altro comune, è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.
Sì, dalle 5 alle 22. Invece, dalle 22 alle 5, vige un regime degli spostamenti analogo a quello relativo alla zona rossa.
Sì, seguendo le normali regole già in vigore in ogni comune. Allo stesso modo, proseguono le attività di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.
Sì, per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone.
Sì.
Sì, dalle 5 alle 22.
Sì, dalle 5 alle 22.
Sì, salvo diverse specifiche disposizioni delle autorità locali, e a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento. È consentito, altresì, l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.
È possibile utilizzare la bicicletta per tutti gli spostamenti consentiti, mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre consentito utilizzarla dalle 5 alle 22 per svolgere attività motoria all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro, e per svolgere attività sportiva, nel qual caso il distanziamento deve essere di 2 metri.
Sì, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. L’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore.
Sì, le restrizioni sono valide per tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro nazionalità. Per gli spostamenti da e per l’estero, oltre a tali restrizioni, si è altresì soggetti alle specifiche disposizioni relative a ciascuno Stato estero, reperibili sul sito istituzionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Cliccare sulla immagine per scaricare il modulo in formato PDF.
Il modulo di autocertificazione servirà nella zona gialla, arancione e rossa per spostarsi dopo il coprifuoco scattato in tutta Italia il 6 novembre e che va alle 22 alle 5. Se lo spostamento è legato a un’urgenza non si deve indicare il nominativo delle persona da cui si va per motivi di privacy; lo stesso vale per il tipo di visita medica da effettuare (basterà scrivere che ci si deve muovere per un controllo).
In zona arancione (come la Toscana da mercoledì) il modulo servirà anche per uscire dal proprio Comune o Regione. Ricordiamo il testo del DPCM riguardo agli spostamenti tra territori per quanto riguarda le Aree Arancioni:
SPOSTAMENTO TRA REGIONI:
SPOSTAMENTO TRA COMUNI:
Se non si ha il modulo con sé e si viene fermati dalle forze dell’ordine saranno loro a compilarne uno: potranno poi eseguire verifiche per controllare la correttezza di quanto dichiarato.
Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà in serata un’ordinanza che – sulla base dei dati elaborati dalla Cabina di regia – prevede il passaggio in zona arancione di Toscana, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Umbria.
Arriva conferma dal sindaco di Firenze che afferma di aver parlato col Ministro della salute che ha dato conferma ufficiale.
In attesa di conferme ufficiali, ricordiamo qui sotto la sintesi delle regole per le Regioni in Zona Arancione.

In Toscana sono 65.190 i casi di positività al Coronavirus, 2.244 in più rispetto a ieri (1.780 identificati in corso di tracciamento e 464 da attività di screening). I nuovi casi sono il 3,6% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 6,6% e raggiungono quota 19.116 (29,3% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.227.725, 13.690 in più rispetto a ieri.
Sono 7.135 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 31,5% è risultato positivo.
A questi si aggiungono i 1.269 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 44.480, +2,4% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.776 (76 in più rispetto a ieri), di cui 234 in terapia intensiva (8 in più). Si registrano 33 nuovi decessi: 17 uomini e 16 donne, con un’età media di 82,4 anni.
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
L’età media dei 2.244 casi odierni è di 45 anni circa (il 15% ha meno di 20 anni, il 24% tra 20 e 39 anni, il 35% tra 40 e 59 anni, il 19% tra 60 e 79 anni, il 7% ha 80 anni o più).
Si ricorda che a partire dal 24 giugno scorso il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.
Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri.
Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.
Sono 1.080 quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 707 nella Nord Ovest, 457 nella Sud est.
La Toscana si trova al 8° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 1.748 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 1.549 per 100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 2.194 casi per 100.000 abitanti, Pisa con 2.072, Firenze con 1.909, la più bassa Grosseto con 922.
Complessivamente, 42.704 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (957 in più rispetto a ieri, più 2,3%).
Sono 35.496 (254 in più rispetto a ieri, più 0,7%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 12.200, Nord Ovest 14.120, Sud Est 9.176).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 1.776 (76 in più rispetto a ieri, più 4,5%), 234 in terapia intensiva (8 in più rispetto a ieri, più 3,5%).
Le persone complessivamente guarite sono 19.116 (1.178 in più rispetto a ieri, più 6,6%): 1.308 persone clinicamente guarite (36 in meno rispetto a ieri, meno 2,7%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 17.808 (1.214 in più rispetto a ieri, più 7,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.
Deri 33 nuovi decessi, 17 sono uomini e 16 le donne, con un’età media di 82,4 anni.
Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 10 a Firenze, 2 a Pistoia, 5 a Massa Carrara, 4 a Lucca, 1 a Pisa, 5 a Livorno, 4 a Arezzo, 1 a Grosseto, 1 residente fuori Toscana.
Sono 1.594 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 589 a Firenze, 85 a Prato, 118 a Pistoia, 214 a Massa Carrara, 175 a Lucca, 145 a Pisa, 100 a Livorno, 86 ad Arezzo, 37 a Siena, 28 a Grosseto, 17 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.
Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 42,7 x100.000 residenti contro il 68,6 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (109,8 per 100.000), Firenze (58,2 per 100.000) e Lucca (45,1 per 100.000), il più basso a Grosseto (12,6 per 100.000).