14.11.2020: in Toscana nelle ultime 24 ore, 2.420 nuovi casi (ieri 2.478) con 19.184 tamponi (ieri 15.786), 42 decessi (ieri 55). In Maremma, 91 nuovi casi (ieri 91).

In Toscana sono 76.750 i casi di positività al Coronavirus, 2.420 in più rispetto a ieri (1.779 identificati in corso di tracciamento e 641 da attività di screening). I nuovi casi sono il 3,3% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 6,5% e raggiungono quota 23.854 (31,1% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.313.187, 19.184 in più rispetto a ieri.

Sono 8.551 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 28,3% è risultato positivo.

A questi si aggiungono i 2.493 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 51.061, +1,9% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.945 (24 in più rispetto a ieri), di cui 266 in terapia intensiva (1 in più). Oggi si registrano 42 nuovi decessi: 23 uomini e 19 donne con un’età media di 82,4 anni.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

L’età media dei 2.420 casi odierni è di 47 anni circa (il 13% ha meno di 20 anni, il 24% tra 20 e 39 anni, il 36% tra 40 e 59 anni, il 19% tra 60 e 79 anni, l’8% ha 80 anni o più).

Si ricorda che a partire dal 24/06/2020, il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri.

  • Sono 22.249 i casi complessivi ad oggi a Firenze (551 in più rispetto a ieri),
  • 6.736 a Prato (286 in più),
  • 6.371 a Pistoia (221 in più),
  • 4.237 a Massa (196 in più),
  • 7.178 a Lucca (234 in più),
  • 10.738 a Pisa (292 in più),
  • 5.460 a Livorno (133 in più),
  • 7.468 ad Arezzo (293 in più),
  • 3.283 a Siena (123 in più),
  • 2.475 a Grosseto (91 in più).

Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.

Sono 1.058 quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 855 nella Nord Ovest, 507 nella Sud est.

La Toscana si trova al 8° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 2.058 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 1.835 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 2.614 casi x100.000 abitanti, Pisa con 2.563, Firenze con 2.200, la più bassa Grosseto con 1.117.

Complessivamente, 49.116 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (908 in più rispetto a ieri, più 1,9%). Sono 43.908 (1.187 in più rispetto a ieri, più 2,8%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 15.876, Nord Ovest 16.784, Sud Est 11.248).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti COVID oggi sono complessivamente 1.945 (24 in più rispetto a ieri, più 1,2%), 266 in terapia intensiva (1 in più rispetto a ieri, più 0,4%). Le persone complessivamente guarite sono 23.854 (1.446 in più rispetto a ieri, più 6,5%): 1.555 persone clinicamente guarite (15 in più rispetto a ieri, più 1%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 22.299 (1.431 in più rispetto a ieri, più 6,9%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Oggi si registrano 42 nuovi decessi: 23 uomini e 19 donne con un’età media di 82,4 anni.

Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 11 a Firenze, 4 a Prato, 9 a Pistoia, 2 a Massa Carrara, 2 a Lucca, 8 a Pisa, 2 a Livorno, 2 a Siena, 2 a Grosseto.

Sono 1.835 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 670 a Firenze, 103 a Prato, 141 a Pistoia, 227 a Massa Carrara, 194 a Lucca, 178 a Pisa, 118 a Livorno, 98 ad Arezzo, 52 a Siena, 37 a Grosseto, 17 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 49,2 x100.000 residenti contro il 73,1 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (116,5 x100.000), Firenze (66,2 x100.000) e Lucca (50,0 x100.000), il più basso a Grosseto (16,7 x100.000).

14.11.2020: Toscana in area rossa: Quali attività commerciali possono essere aperte da domani?

 

 

⛔Chiusi i negozi al dettaglio tranne:

✅alimentari, farmacie, edicole;

⛔chiusi i mercati di generi non alimentari.

⛔Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità di cui al presente elenco:

✅Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari).

✅Commercio al dettaglio di prodotti surgelati.

✅Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici.

✅Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione.

✅Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati.

✅Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4).

✅Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati.

✅Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari.

✅Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio.

✅Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati.

✅Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati.

✅Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici.

✅Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio.

✅Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati.

✅Commercio al dettaglio di biancheria personale.

✅Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati.

✅Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori.

✅Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati.

✅Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica).

✅Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati.

✅Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati.

✅Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti.

✅Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati.

✅Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia.

✅Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.

✅Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini.

✅Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali

✅Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati.

✅Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via Internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono.

✅Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici.

⛔Chiusa l’attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 23.00 la ristorazione con asporto.

⛔Chiuse le attività inerenti i servizi alla persona, diverse da quelle individuate nel presente elenco:

✅lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia;

✅attività delle lavanderie industriali;

✅altre lavanderie, tintorie;

✅servizi di pompe funebri e attività connesse;

✅servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere.

13.11.2020: SPOSTAMENTI IN AREA ROSSA: i chiarimenti del Governo su cosa si può fare e cosa non si può fare

  1. Quali sono le regole valide nella mia area per gli spostamenti? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? E a trovare parenti o congiunti? All’interno dell’area rossa è vietato ogni spostamento, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi (inclusi quelli dell’area gialla o arancione), ad eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute.
    Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso.
    Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista.
    È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
    È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.
    Senza una valida ragione per uscire, è obbligatorio restare a casa, per il bene di tutti.
  2. Gli spostamenti devono essere giustificati in qualche modo? È necessario produrre un’autodichiarazione? Si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata.
  3. Posso andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti? Sì, è una condizione di necessità. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.
  4. Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli minorenni? Sì. Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.
  5. È possibile spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro? È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi.
  6. Sono consentiti gli spostamenti per fare visita alle persone detenute in carcere? Gli spostamenti per fare visita alle persone detenute in carcere sono sempre vietati, non potendo ritenere che tali spostamenti siano giustificati da ragioni di necessità o da motivi di salute. In tali casi i colloqui possono perciò svolgersi esclusivamente in modalità a distanza, ai sensi dell’art. 221, comma 10, del d.l. 19 maggio 2020, n. 34, come sostituito dalla legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77, che consente i colloqui a distanza mediante apparecchiature e collegamenti di cui dispone l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, anche oltre i limiti stabiliti dalle norme dell’ordinamento penitenziario.
  7. Sono consentiti gli spostamenti per fare visita alle persone ricoverate in una struttura detentiva a carattere ospedaliero? Fermo quanto esposto nella FAQ relativa con riferimento alla possibilità di spostamenti per far visita alle persone detenute, per quelle ricoverate in una struttura detentiva a carattere ospedaliero sussiste l’ulteriore limitazione per cui l’accesso in dette strutture detentive ospedaliere da parte dei parenti di pazienti ivi ristretti è consentito solo nei casi e con le modalità individuati dalla Direzione sanitaria della struttura stessa, per cui occorre preventivamente informarsi presso la Direzione per sapere se l’accesso sia o meno consentito e, in caso affermativo, a quali condizioni.
  8. Chi è sottoposto alle misure della quarantena o dell’isolamento, si può spostare? No, è previsto il “divieto assoluto” di uscire di casa per chi è sottoposto alla misura dell’isolamento, essendo risultato positivo al virus, o della quarantena precauzionale qualora sia stato identificato come contatto stretto di caso COVID-19. In tale ultimo caso è consentito uscire, utilizzando un mezzo privato, esclusivamente al fine di effettuare gli accertamenti diagnostici prescritti dal medico, evitando i contatti con altre persone e osservando scrupolosamente tutte le misure precauzionali, tra cui l’obbligo di indossare la mascherina.
  9. Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5? Sì, soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono contattare il proprio medico curante e rimanere presso il proprio domicilio, evitando i contatti sociali e limitando al massimo anche quelli con i propri conviventi.
  10. È possibile fare la spesa in un comune diverso da quello in cui si abita? È possibile spostarsi in altri comuni solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, di necessità o per motivi di salute. Laddove quindi il comune non disponga di punti vendita, o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.
  11. Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari? Sì, ma solo per acquistare prodotti rientranti nelle categorie espressamente previste dal Dpcm 3 novembre 2020, la cui lista è disponibile nell’allegato 23.
  12. Sono un volontario della protezione civile: posso spostarmi dal comune in cui attualmente mi trovo per prestare la mia attività nell’ambito della gestione dell’emergenza? Sì, il divieto di spostarsi dal comune in cui ci si trova non riguarda coloro che svolgono attività di volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o che siano comunque impegnati come volontari per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso (ad es., i volontari della Croce Rossa Italiana).
  13. Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”? È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al (dal) lavoro, anche tramite l’autodichiarazione di cui alla FAQ n. 2 o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.
  14. Se abito in un Comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”? In questi casi lo spostamento è giustificato per esigenze lavorative, se non è possibile lavorare da casa.
  15. Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi? Sì, si potrà rientrare, comunque, per la prima volta, dopo il 6 novembre 2020. Successivamente, gli spostamenti saranno consentiti solo negli ambiti e per i motivi chiariti alla FAQ n. 1.
  16. È possibile raggiungere la seconda casa? In considerazione del divieto di spostarsi, chiarito alla FAQ n. 1, l’accesso alla seconda casa può essere consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.
  17. Ci si può spostare per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione. Infatti, l’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la autodichiarazione prevista per lo spostamento lavorativo o di necessità. È altresì consentito partecipare alle funzioni religiose, nei limiti e nel rispetto degli specifici protocolli.
  18. È possibile uscire di casa per gettare i rifiuti? Sì, seguendo le normali regole già in vigore in ogni comune. Allo stesso modo, proseguono le attività di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.
  19. Posso uscire con il mio animale da compagnia? Sì, per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone.
  20. Si possono portare gli animali domestici dal veterinario? Sì, per esigenze urgenti. I controlli di routine devono essere rinviati.
  21. Si può uscire per fare una passeggiata? Le passeggiate sono ammesse, in quanto attività motoria, esclusivamente in prossimità della propria abitazione. Sono chiaramente ammesse, inoltre, nel caso siano motivate per compiere gli altri spostamenti consentiti (andare al lavoro, motivi di salute o necessità). Per esempio, è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni necessari per la vita quotidiana. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione. In ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento, e quindi dell’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di 1 metro fra le persone. Resta comunque consentita la passeggiata, al fine di accompagnare i minori o le persone non completamente autosufficienti, senza che sia in questo caso necessario il rispetto della distanza di un metro.
  22. È consentito fare attività motoria? L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossare dispositivi di protezione individuale. Sono sempre vietati gli assembramenti.
  23. L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito? Sì, salvo diverse specifiche disposizioni delle autorità locali, e a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento. È consentito, altresì, l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.
  24. Posso utilizzare la bicicletta? L’uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che vendono generi alimentari o di prima necessità. È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto nella prossimità di casa propria, mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro, o per effettuare attività sportiva, mantenendo la distanza interpersonale di almeno due metri.
  25. Posso usare l’automobile con persone non conviventi? Sì, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. L’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore.
  26. È consentito, anche al di fuori del Comune ovvero della Regione di residenza, lo svolgimento di attività lavorativa su superfici agricole, anche di limitate dimensioni, adibite alle produzioni per autoconsumo, non adiacenti a prima od altra abitazione? Sì, la cura dei terreni ai fini di autoproduzione, anche personale e non commerciale, integra il presupposto delle esigenze lavorative, contemplato per le zone “arancioni” e “rosse” dagli artt. 2 comma 4 lett. a), e 3, comma 4, lett. a), del DPCM 3 novembre 2020. Quindi la coltivazione del terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo (quale ad. esempio quella di raccolta delle olive, conferimento al frantoio e successiva spremitura) sono consentite, a condizione che il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito.
  27. Per i cittadini stranieri vigono le stesse limitazioni agli spostamenti che vigono per gli italiani? Sì, le restrizioni sono valide per tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro nazionalità. Per gli spostamenti da e per l’estero, oltre a tali restrizioni, si è altresì soggetti alle specifiche disposizioni relative a ciascuno Stato estero, reperibili sul sito istituzionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Fonte: sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri, consultato il 13 novembre 2020.

13.11.2020: La Toscana da domenica 15 è area rossa, firmata l’ordinanza del Ministro della Salute. Cosa si può fare e cosa non si può fare.

 
⛔ Vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti da una regione all’altra e da un comune all’altro;
⛔ Bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie restano chiuse ma è consentito l’asporto fino alle ore 22 e la consegna a domicilio senza limiti;
⛔ Chiusi tutti i negozi.
✅ Sono aperti invece i negozi nel settore alimentare, surgelati, informatica ed elettronica, tabacchi, telefonia, ferramenta e prodotti per la casa, articoli igienico sanitari, attrezzature e servizi per l’agricoltura, elettricità, librerie, edicole, cartolerie, abbigliamento e calzature per bambini, articoli sportivi e tempo libero, autoveicoli e accessori, giocattoli, farmacie, medicali, profumerie, erboristerie, fiori, animali, ottici e fotografi, combustibili, distributori automatici, ambulanti dei settori concessi, vendita via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono di qualsiasi prodotto.
✅ Sono aperte le attività di servizi, quali lavanderia, pompe funebri, barbiere e parrucchiere;
✅ Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie, parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri.
⛔ Chiusi i centri estetici;
🔷 La didattica a distanza diventa obbligatoria per le scuole superiori, e le seconde e terze medie.
✅ Restano aperte le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e la prima media.
⛔ Chiuse le Università, salvo specifiche eccezioni;
⛔ Sono sospese tutte le competizioni sportive salvo quelle di interesse nazionale riconosciute dal Coni e Cip.
⛔ Sospese le attività nei centri sportivi;
✅ È consentito svolgere attività motoria vicino casa e attività sportiva solo all’aperto e in forma individuale;
⛔ Chiusi musei e mostre. Chiusi teatri, cinema, palestre, attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie.

13.11.2020: Toscana e Campania diventano rosse, questa è la proposta risultante dal monitoraggio della cabina di regia dell’Istituto superiore della sanità e del ministero della Salute.

In base al monitoraggio della cabina di regia dell’Istituto superiore della sanità e del ministero della Salute aumenta il numero delle regioni in zona rossa. Sono sette perché a Calabria, Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano e Val d’Aosta stanno per aggiungersi, in base ai dati della settimana dal 2 all’8 novembre, Campania e Toscana. Le Regioni in zona arancione salgono a 9 con Emilia-Romagna, Friuli e Marche che si uniscono ad Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria. Restano gialle Lazio, Molise, Trento, Sardegna e Veneto.

La lista deve essere confermata dal Cts. In base all’ultimo Dpcm, il ministro alla Salute Roberto Speranza, dopo aver sentito le Regioni, dovrebbe firmare l’ordinanza con i nuovi provvedimenti.

notizia apparsa poco fa su repubblica.it

13.11.2020: in Toscana nelle ultime 24 ore, 2.478 nuovi casi (ieri 1.932) con 15.786 tamponi (ieri 14.423), 55 decessi (ieri 37). In Maremma, 91 nuovi casi (ieri 80).

In Toscana sono 74.330 i casi di positività al coronavirus, 2.478 in più rispetto a ieri (1.887 identificati in corso di tracciamento e 591 da attività di screening). I nuovi casi sono il 3,4% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 5,7% e raggiungono quota 22.408 (30,1% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.294.003, 18.423 in più rispetto a ieri.

Sono 8.687 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 28,5% è risultato positivo.

A questi si aggiungono i 2.318 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 50.129, +2,5% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.921 (12 in più rispetto a ieri), di cui 265 in terapia intensiva (9 in più). Oggi si registrano 55 nuovi decessi: 28 uomini e 27 donne, con un’età media di 85 anni.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

L’età media dei 2.478 casi odierni è di 46 anni circa (il 14% ha meno di 20 anni, il 23% tra 20 e 39 anni, il 35% tra 40 e 59 anni, il 20% tra 60 e 79 anni, l’8% ha 80 anni o più).

Si ricorda che a partire dal 24/06/2020, il Ministero della salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri.

  • Sono 21.698 i casi complessivi ad oggi a Firenze (712 in più rispetto a ieri),
  • 6.450 a Prato (226 in più),
  • 6.150 a Pistoia (231 in più),
  • 4.041 a Massa (204 in più),
  • 6.944 a Lucca (205 in più),
  • 10.446 a Pisa (362 in più),
  • 5.327 a Livorno (150 in più),
  • 7.175 ad Arezzo (198 in più),
  • 3.160 a Siena (99 in più),
  • 2.384 a Grosseto (91 in più).

Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.

Sono 1.169 quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 921 nella Nord Ovest, 388 nella Sud est.

La Toscana si trova al 8° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 1.993 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 1.767 per 100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 2.503 casi per 100.000 abitanti, Pisa con 2.493, Firenze con 2.145, la più bassa Grosseto con 1.076.
Complessivamente, 48.208 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (1.201 in più rispetto a ieri, più 2,6%).
Sono 42.721 (838 in più rispetto a ieri, più 2%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 15.135, Nord Ovest 16.744, Sud Est 10.842).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti covid oggi sono complessivamente 1.921 (12 in più rispetto a ieri, più 0,6%), 265 in terapia intensiva (9 in più rispetto a ieri, più 3,5%).
Le persone complessivamente guarite sono 22.408 (1.210 in più rispetto a ieri, più 5,7%): 1.540 persone clinicamente guarite (168 in più rispetto a ieri, più 12,2%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 20.868 (1.042 in più rispetto a ieri, più 5,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Oggi si registrano 55 nuovi decessi: 28 uomini e 27 donne, con un’età media di 85 anni.

Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 22 a Firenze, 6 a Prato, 3 a Pistoia, 5 a Massa-Carrara, 3 a Lucca, 9 a Pisa, 2 a Livorno, 2 a Arezzo, 3 a Grosseto.

Sono 1.793 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 659 a Firenze, 99 a Prato, 132 a Pistoia, 225 a Massa-Carrara, 192 a Lucca, 170 a Pisa, 116 a Livorno, 98 ad Arezzo, 50 a Siena, 35 a Grosseto, 17 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per covid-19 è di 48,1 per 100.000 residenti contro il 72,2  per 100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa-Carrara (115,5 per 100.000), Firenze (65,2  per 100.000) e Lucca (49,5  per 100.000), il più basso a Grosseto (15,8  per 100.000).

12.11.2020: Firmata in serata una ordinanza regionale con le regole per uscire dal proprio Comune.

Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha firmato stasera una nuova ordinanza per regolamentare gli spostamenti fuori dai Comune e l’attività dei centri culturali durante questa fase dell’emergenza Covid.

In particolare sono consentiti gli spostamenti in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione in questi casi:

  • Per raggiungire le seconde case, individualmente, per le attività di manutenzione e riparazione con obbligo di rientro in giornata;
  • per svolgere attività o usufruire di beni e servizi sospesi e non disponibili nel proprio Comune;
  • nel caso in cui il proprio Comune non disponga di specifici punti vendita oppure nel caso sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel proprio Comune;
  • alle persone separate o divorziate per andare a trovare in comuni di aree differenti figli minorenni dall’altro genitore;
  • per le attività di raccolta e di frangiture delle olive, anche per andare e tornare dai frantoi;
  • per l’attività di raccolta di tartufi, funghi e attività di pesca svolte a titolo professionale, tali attività svolte a titolo amatoriale possono essere esercitate esclusivamente nel proprio Comune;
  • per accudire gli animali allevati.

Per i centri culturali, centri sociali e centri ricreativi l’ordinanza consente, esclusivamente a favore dei rispettivi associati, di effettuare la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, nonché fino alle ore 22.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze.

 

12.11.2020: in Toscana nelle ultime 24 ore, 1.932 nuovi casi (ieri 2.507) con 15.786 tamponi (ieri 17.821), 37 decessi (ieri 54). In Maremma, 80 nuovi casi (ieri 102).

Sono 1.932 i casi positivi in più rispetto a ieri (1.545 identificati in corso di tracciamento e 387 da attività di screening) su un totale complessivo da inizio pandemia pari a 71.852 unità. In Toscana i nuovi casi sono il 2,8% in più rispetto al totale del giorno precedente.
L’età media dei 1.932 casi odierni è di 46 anni circa (il 13% ha meno di 20 anni, il 24% tra 20 e 39 anni, il 37% tra 40 e 59 anni, il 19% tra 60 e 79 anni, il 7% ha 80 anni o più).

I guariti crescono del 4,3% e raggiungono quota 21.198 (29,5% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.275.580, 15.786 in più rispetto a ieri.

Sono 7.960 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 24,3% è risultato positivo.

A questi si aggiungono i 2.785 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 48.916, +2,1% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.909 (35 in più rispetto a ieri), di cui 256 in terapia intensiva (10 in più).

Oggi si registrano 37 nuovi decessi: 18 uomini e 19 donne con un’età media di 84,4 anni.
Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 14 a Firenze, 2 a Prato, 2 a Pistoia, 1 a Massa Carrara, 1 a Lucca, 5 a Pisa, 6 a Livorno, 1 a Arezzo, 5 a Siena.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Si ricorda che a partire dal 24 giugno 2020, il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica, bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri.

  • Sono 20.986 i casi complessivi ad oggi a Firenze (498 in più rispetto a ieri),
  • 6.224 a Prato (194 in più),
  • 5.919 a Pistoia (184 in più),
  • 3.837 a Massa (116 in più),
  • 6.739 a Lucca (154 in più),
  • 10.084 a Pisa (331 in più),
  • 5.177 a Livorno (127 in più),
  • 6.977 ad Arezzo (145 in più),
  • 3.061 a Siena (103 in più),
  • 2.293 a Grosseto (80 in più).

Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni. Sono 876, quindi, i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 728 nella Nord Ovest, 328 nella Sud est.

La Toscana si trova al 7° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 1.927 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 1.704 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 2.415 casi x100.000 abitanti, Pisa con 2.406, Firenze con 2.075, la più bassa Grosseto con 1.035.

Complessivamente, 47.007 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (981 in più rispetto a ieri, più 2,1%). Sono 41.883 (1.771 in più rispetto a ieri, più 4,4%) le persone, anche loro isolate, in sorveglianza attiva, perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 14.951, Nord Ovest 16.068, Sud Est 10.864).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 1.909 (35 in più rispetto a ieri, più 1,9%), 256 in terapia intensiva (10 in più rispetto a ieri, più 4,1%).

Le persone complessivamente guarite sono 21.198 (879 in più rispetto a ieri, più 4,3%): 1.372 persone clinicamente guarite (64 in più rispetto a ieri, più 4,9%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 19.826 (815 in più rispetto a ieri, più 4,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Sono 1.738 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 637 a Firenze, 93 a Prato, 129 a Pistoia, 220 a Massa Carrara, 189 a Lucca, 161 a Pisa, 114 a Livorno, 96 ad Arezzo, 50 a Siena, 32 a Grosseto, 17 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 46,6 x100.000 residenti contro il 71,2 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (112,9 x100.000), Firenze (63,0 x100.000) e Lucca (48,7 x100.000), il più basso a Grosseto (14,4 x100.000).

11.11.2020: in Toscana nelle ultime 24 ore, 2.507 nuovi casi (ieri 2.223) con 17.821 tamponi (ieri 14.248), 53 decessi (ieri 54). In Maremma, 102 nuovi casi (ieri 68).

In Toscana sono 69.920 i casi di positività al Coronavirus, 2.507 in più rispetto a ieri (2.036 identificati in corso di tracciamento e 471 da attività di screening). I nuovi casi sono il 3,7% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 4,5% e raggiungono quota 20.319 (29,1% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.259.794, 17.821 in più rispetto a ieri.

Sono 9.150 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 27,4% è risultato positivo.

A questi si aggiungono i 1.659 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 47.900, +3,4% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.874 (50 in più rispetto a ieri), di cui 246 in terapia intensiva (4 in più). Purtroppo, oggi si registrano 53 nuovi decessi: 29 uomini e 24 donne con un’età media di 81,8 anni.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

L’età media dei 2.507 casi odierni è di 48 anni circa (l’11% ha meno di 20 anni, il 25% tra 20 e 39 anni, il 35% tra 40 e 59 anni, il 20% tra 60 e 79 anni, il 9% ha 80 anni o più).

Si ricorda che a partire dal 24/06/2020, il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri.

  • Sono 20.488 i casi complessivi ad oggi a Firenze (626 in più rispetto a ieri),
  • 6.030 a Prato (170 in più),
  • 5.735 a Pistoia (207 in più),
  • 3.721 a Massa (51 in più),
  • 6.585 a Lucca (257 in più),
  • 9.753 a Pisa (640 in più),
  • 5.050 a Livorno (159 in più),
  • 6.832 ad Arezzo (210 in più),
  • 2.958 a Siena (85 in più),
  • 2.213 a Grosseto (102 in più).

Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.

Sono 1.003 quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 1.107 nella Nord Ovest, 397 nella Sud est.

La Toscana si trova al 7° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 1.875 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 1.649 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 2.340 casi x100.000 abitanti, Pisa con 2.327, Firenze con 2.026, la più bassa Grosseto con 999.
Complessivamente, 46.026 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (1.536 in più rispetto a ieri, più 3,5%).
Sono 40.112 (1.343 in più rispetto a ieri, più 3,5%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 14.350, Nord Ovest 15.433, Sud Est 10.329).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti COVID oggi sono complessivamente 1.874 (50 in più rispetto a ieri, più 2,7%), 246 in terapia intensiva (4 in più rispetto a ieri, più 1,7%).
Le persone complessivamente guarite sono 20.319 (868 in più rispetto a ieri, più 4,5%): 1.308 persone clinicamente guarite (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 19.011 (868 in più rispetto a ieri, più 4,8%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Purtroppo, oggi si registrano 53 nuovi decessi: 29 uomini e 24 donne con un’età media di 81,8 anni.

Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 16 a Firenze, 1 a Prato, 4 a Pistoia, 2 a Massa Carrara, 6 a Lucca, 6 a Pisa, 2 a Livorno, 5 a Arezzo, 8 a Siena, 3 a Grosseto.

Sono 1.701 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 623 a Firenze, 91 a Prato, 127 a Pistoia, 219 a Massa Carrara, 188 a Lucca, 156 a Pisa, 108 a Livorno, 95 ad Arezzo, 45 a Siena, 32 a Grosseto, 17 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 45,6 x100.000 residenti contro il 70,1 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (112,4 x100.000), Firenze (61,6 x100.000) e Lucca (48,5 x100.000), il più basso a Grosseto (14,4 x100.000).

11.11.2020: ATTIVITÀ PROFESSIONALI IN AREA ARANCIONE: i chiarimenti del Governo su cosa si può fare e cosa non si può fare

È obbligatorio utilizzare strumenti di protezione individuale per i professionisti in studio?

Sì, l’obbligo sussiste nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private, e quindi anche negli studi professionali, ad eccezione dei casi in cui l’attività si svolga individualmente e sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
Ove l’attività professionale comporti comunque un contatto diretto e ravvicinato con soggetti non conviventi o lo svolgimento in ambienti di facile accesso dall’esterno o aperti al pubblico, e non sia possibile rispettare in modo continuativo la distanza interpersonale di almeno un metro, occorre sempre utilizzare gli strumenti di protezione individuale, nel rispetto anche delle altre prescrizioni previste dai protocolli di sicurezza anti-contagio.
Fonte: sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri, consultato l’11 novembre 2020.

11.11.2020: EVENTI E RIUNIONI IN AREA ARANCIONE: i chiarimenti del Governo su cosa si può fare e cosa non si può fare

È consentito svolgere assemblee condominiali in presenza?

Sì. È fortemente consigliato svolgere la riunione dell’assemblea in modalità a distanza. Laddove ciò non sia possibile, per lo svolgimento in presenza occorre rispettare le disposizioni in materia di distanziamento sociale e uso dei dispositivi di protezione individuale.

Nella nozione delle fiere, vietate dal Dpcm, rientrano anche manifestazioni locali con prevalente carattere commerciale? 

Sì, tali manifestazioni, anche a carattere commerciale di natura fieristica, come nel caso dei cosiddetti mercatini di Natale, ma realizzate fuori dell’ordinaria attività commerciale in spazi dedicati ad attività stabile o periodica di mercato, sono da assimilare alle fiere e sono quindi vietate.

Fonte: sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri, consultato l’11 novembre 2020.

11.11.2020: ATTIVITÀ COMMERCIALI IN AREA ARANCIONE: i chiarimenti del Governo su cosa si può fare e cosa non si può fare

Nella mia area sono aperti ristoranti, pizzerie, pasticcerie e altre attività di ristorazione? È consentito il consumo di cibi e bevande al loro interno? 

In quest’area, i ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario, ma che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

È consentito entrare o restare all’interno di bar, ristoranti e degli altri locali adibiti alla ristorazione (pub, gelaterie, pasticcerie…), se è sospeso il consumo di cibi al loro interno? 

Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali (si veda la faq precedente), l’ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.

Sono sospese le attività di somministrazione di alimenti e bevande e di ristorazione svolte da centri culturali, centri sociali e centri ricreativi a favore del proprio corpo associativo?

La sospensione di attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi include anche la sospensione delle attività interne di somministrazione di alimenti e bevande e di ristorazione a favore del proprio corpo associativo, trattandosi di una attività subordinata e collaterale rispetto alla attività principale.

La possibilità di continuare ad erogare oltre le ore 18 i servizi di ristorazione previsti per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade vale anche per esercizi siti in altre strade extraurbane o secondarie a lunga percorrenza?

No, possono restare aperti oltre le ore 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

La sospensione delle attività di ristorazione disposta nelle zone c.d. arancioni e rosse, si applica anche ai ristoranti negli alberghi con riferimento ai clienti ivi alloggiati? È possibile per i clienti degli alberghi consumare i pasti presso ristoranti esterni convenzionati?

I ristoranti degli alberghi sono aperti per i clienti che vi alloggiano, anche nelle zone arancioni e rosse.
Quindi è consentita (senza limiti di orario) la ristorazione solo all’interno dell’albergo o della struttura ricettiva in cui si è alloggiati. Qualora manchi tali servizio all’interno del proprio albergo o della propria struttura ricettiva il cliente potrà avvalersi di una ristorazione mediante asporto o mediante consegna “a domicilio” (eventualmente organizzata dall’albergo), nei limiti di orario consentiti, con consumazione in albergo.

Il trasporto, la consegna e il montaggio di mobili rientrano nella comprovata esigenza lavorativa che giustifica gli spostamenti?

Sì, rientrano fra le esigenze lavorative di cui all’art. 3, lettera a), del DPCM 3 novembre 2020.

Si possono consegnare e montare i mobili o gli oggetti acquistati prima dell’introduzione delle restrizioni al commercio?

Sì, le vendite di mobili avvenute in negozio prima delle restrizioni, che non si fossero ancora concluse con la consegna e il montaggio, possono assimilarsi alle vendite a distanza.

Fonte: sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri, consultato l’11 novembre 2020.

11.11.2020: SPOSTAMENTI IN AREA ARANCIONE: i chiarimenti del Governo su cosa si può fare e cosa non si può fare

Quali sono le regole valide nella mia area per gli spostamenti? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? E a trovare parenti o congiunti?

Nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune).
Sono comunque consentiti gli spostamenti, verso qualsiasi area, che siano strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista.
È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.
È consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.

Gli spostamenti devono essere giustificati in qualche modo? È necessario produrre un’autodichiarazione? 

Dalle 5 alle 22 non è necessario motivare gli spostamenti all’interno del proprio comune. Per spostamenti verso altri Comuni, nonché dalle 22 alle 5 anche all’interno del proprio comune, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata.

Posso andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti? 

Sì, è una condizione di necessità e quindi non sono previsti limiti orari. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli minorenni?

. Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

È possibile spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro?

È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi.

Sono consentiti gli spostamenti per fare visita alle persone detenute in carcere? 

In orari compresi tra le 5.00 e le 22.00 tali spostamenti sono consentiti solo in ambito comunale, essendo vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai comuni delle regioni dell’area “arancione”. Conseguentemente tali spostamenti sono interdetti per chi si debba muovere da un comune diverso da quello in cui si svolge la detenzione e, per costoro, i colloqui possono perciò svolgersi esclusivamente in modalità a distanza, ai sensi dell’art. 221, comma 10, del d.l. 19 maggio 2020, n. 34, come sostituito dalla legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77, che consente i colloqui a distanza mediante apparecchiature e collegamenti di cui dispone l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, anche oltre i limiti stabiliti dalle norme dell’ordinamento penitenziario.

Sono consentiti gli spostamenti per fare visita alle persone ricoverato in una struttura detentiva a carattere ospedaliero?

Fermo quanto esposto nella FAQ relativa con riferimento alla possibilità di spostamenti per far visita alle persone detenute, per quelle ricoverate in una struttura detentiva a carattere ospedaliero sussiste l’ulteriore limitazione per cui l’accesso in dette strutture detentive ospedaliere da parte dei parenti di pazienti ivi ristretti è consentito solo nei casi e con le modalità individuati dalla Direzione sanitaria della struttura stessa, per cui occorre preventivamente informarsi presso la Direzione per sapere se l’accesso sia o meno consentito e, in caso affermativo, a quali condizioni.

Chi è sottoposto alle misure della quarantena o dell’isolamento, si può spostare?

No, è previsto il “divieto assoluto” di uscire di casa per chi è sottoposto alla misura dell’isolamento, essendo risultato positivo al virus, o della quarantena precauzionale qualora sia stato identificato come contatto stretto di caso COVID-19. In tale ultimo caso è consentito uscire, utilizzando un mezzo privato, esclusivamente al fine di effettuare gli accertamenti diagnostici prescritti dal medico, evitando i contatti con altre persone e osservando scrupolosamente tutte le misure precauzionali, tra cui l’obbligo di indossare la mascherina.

Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5?

Sì, soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono contattare il proprio medico curante e rimanere presso il proprio domicilio, evitando i contatti sociali e limitando al massimo anche quelli con i propri conviventi.

È possibile fare la spesa in un comune diverso da quello in cui si abita? 

È possibile spostarsi in altri comuni per acquistare beni o usufruire di servizi solo ed esclusivamente se questi non sono disponibili nel proprio comune. Laddove quindi il comune non disponga di punti vendita (o, per esempio, dell’ufficio postale), o sia necessario acquistare generi di prima necessità non reperibili nel comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.

Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari? 

Sì, non sono previste limitazioni alle categorie di prodotti acquistabili.

Sono un volontario della protezione civile: posso spostarmi dal comune in cui attualmente mi trovo per prestare la mia attività nell’ambito della gestione dell’emergenza?

Sì, il divieto di spostarsi dal comune in cui ci si trova non riguarda coloro che svolgono attività di volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o che siano comunque impegnati come volontari per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso (ad es., i volontari della Croce Rossa Italiana).

Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?

È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al (dal) lavoro, anche tramite l’autodichiarazione o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

Se abito in un Comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”?

In questi casi lo spostamento è giustificato per esigenze lavorative, se non è possibile lavorare da casa.

Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?

Sì, si potrà rientrare, comunque, una prima volta. Successivamente, gli spostamenti saranno consentiti solo negli ambiti e per i motivi chiariti all’inizio di questo articolo.

È possibile raggiungere la seconda casa? 

L’accesso alla seconda casa è sempre consentito dalle 5 alle 22 nel proprio comune. Dalle 22 alle 5, o se si trova in un altro comune, è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.

Ci si può spostare per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? 

Sì, dalle 5 alle 22. Invece, dalle 22 alle 5, vige un regime degli spostamenti analogo a quello relativo alla zona rossa.

È possibile uscire di casa per gettare i rifiuti? 

Sì, seguendo le normali regole già in vigore in ogni comune. Allo stesso modo, proseguono le attività di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.

Posso uscire con il mio animale da compagnia? 

Sì, per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone.

Si possono portare gli animali domestici dal veterinario?

Sì.

Si può uscire per fare una passeggiata?

Sì, dalle 5 alle 22.

È consentito fare attività motoria? 

Sì, dalle 5 alle 22.

L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito?

Sì, salvo diverse specifiche disposizioni delle autorità locali, e a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento. È consentito, altresì, l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Posso utilizzare la bicicletta? 

È possibile utilizzare la bicicletta per tutti gli spostamenti consentiti, mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre consentito utilizzarla dalle 5 alle 22 per svolgere attività motoria all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro, e per svolgere attività sportiva, nel qual caso il distanziamento deve essere di 2 metri.

Posso usare l’automobile con persone non conviventi? 

Sì, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. L’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore.

Per i cittadini stranieri vigono le stesse limitazioni agli spostamenti che vigono per gli italiani? 

Sì, le restrizioni sono valide per tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro nazionalità. Per gli spostamenti da e per l’estero, oltre a tali restrizioni, si è altresì soggetti alle specifiche disposizioni relative a ciascuno Stato estero, reperibili sul sito istituzionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Fonte: sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri, consultato l’11 novembre 2020.